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Saluto della Preside ai ragazzi di terza media

 

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Siamo al cuore della nostra serata.

Vi consegneremo la tessera di exallievo/a: lasciate la vostra scuola.

Chiudete un ciclo scolastico, ma anche un ciclo della vostra vita per aprirne un altro. ANDATE VERSO IL FUTURO.

Portare con sé una tradizione, un vissuto, una memoria bella, ricca è fondamentale.

Questi anni hanno costruito radici dentro di voi. Non andate verso il nuovo, sprovveduti.

Forse timorosi, ed è normale. Con tanta curiosità, ed è bello, con entusiasmo ed è l’augurio che sia così per tutti.

I vostri genitori vi guardano con orgoglio e anche con trepidazione: sentono che siete cresciuti, che siete sempre più “VOI” con la vostra personalità, le vostre idee, le vostre contestazioni, le vostre ragioni. State imparando “insienme” un modo nuovo di amarvi perché non siete più bambini, ed essere ed amare i propri genitori da figli adolescenti è diverso dall’amarli da figli bambini o adulti.

Ed ecco perché ho voluto un walzer nella vostra serata di saluto.

Non abbiamo avuto tempo per preparare un walzer solenne, con tanto di coreografia, di volteggi. E la maestra di ballo ha suggerito un valzer allegro, piuttosto veloce così si nota meno quando siete impacciati.

Non volete che i vostri genitori vi vedano: è tipico della vostra età. A loro spiace, perché sono sempre desiderosi di conoscervi in tutte le vostre sfaccettature, desiderosi di vedervi crescere. Ma capiscono (anche se ci patiscono)

Ho scelto il walzer perché questo ballo segna un passaggio importante nella storia stessa del ballo: dalla coppia che ballava fianco a fianco, alla coppia che balla l’uno di fronte all’altro.

Così vi diceva Laura, la maestra di ballo: “Ricordatevi che è l’uomo che guida la donna, che deve stare attento a non urtare le altre coppie. E la dama si fida di voi, vi segue. Ci vuole tanto impegno sia nel guidare che nell’essere guidati. E non potete essere preoccupati solo di voi stessi, né solo della vostra coppia.

Un, due, tre, passo lungo piccolo piccolo: tempo ternario. Lo ballano in tutta Europa, in America, forse nel mondo. L’ha portato in auge la rivoluzione francese come ballo della libertà. L’ha fatto suo l’epoca della restaurazione: alta borghesia, nobili, re, militari l’hanno preferito agli altri balli di corte. E’ diventato celebre con Straus padre prima e Straus figlio poi.

Mi piace pensare che nell’armonia semplice del walzer, ci sia una melodia ancestrale, che viene da molto, molto lontano, inscritto nella natura stessa.

Walzer: ballo di coppia, linguaggio dell’amore, dell’affetto, dell’amicizia, della figliolanza, del rispetto, della fiducia. Un ballo in cui ci si guarda, ci si conosce, ci si riconosce diversi l’uno dall’altro, ma chiamati, insieme, a ballare il walzer della vita per un’armonia che avrà la sua pienezza in Paradiso, ma che si impara anche con fatica, con errori, con soddisfazioni, tenendo duro, anche sulla terra.

Cari genitori, non vedrete il walzer di questa sera dei vostri figli. Vi proietterò solo qualche immagine delle prove, ma li guarderete imparare il walzer della vita e sarà sempre importante che possano guardare a voi come maestri di walzer anche quando inventeranno le loro figure e ilo loro ritmi loro.

Ed ora chiamiamo uno per uno i ragazzi e consegniamo la tessera

 

FOTO DELLE PROVE DEL WALZER

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